Il meet-Up Cinque Stelle di Mistretta propone un “contratto sociale” alle varie forze politiche

“Un contratto sociale” è questo quello che gli attivisti del Meet-Up Cinque Stelle Valle dell’Halaesa  “Mistretta in Movimento” hanno proposto ieri, durante un incontro presso l’aula consiliare del municipio amastratino, ai  rappresentanti delle forze politiche del centro nebroideo. Gli attivisti pentastellati hanno voluto invitare tutte le anime politiche del paese per cercare di coinvolgerle in un progetto di “unità” e come detto dall’ “organizzer” Carmen Giangarrà di seppellire “l’ascia di guerra” (metaforicamente e politicamente parlando) perché Mistretta sta vivendo forse il periodo peggiore della sua storia e quindi un’unità di intenti proprio prima delle imminenti elezioni del 28 aprile sarebbe auspicabile per uscire dall’impasse in cui la cittadina si è impantanata e sembra non uscirne più, perché si deve volere oggi solo il bene di Mistretta e dei suoi cittadini. Stessi toni usati dall’attivista Salvatore Germanà che ha descritto la situazione tragica in cui vive Mistretta che dopo le chiusure delle istituzioni, vedi tribunae, e i tagli vari di una politica scellerata si trova in gravi difficoltà anche perché la stessa politica locale si è trovata spesso in disaccordo e divisa. Quindi a questo punto sono intervenuti i vari esponenti della politica amastratina, ma anche del mondo imprenditoriale e semplici cittadini, ognuno dei quali ha espresso la propria opinione. A cominciare dal sindaco Liborio Porracciolo che ha plaudito all’iniziativa dei cinque stelle amastratini apprezzandone i contenuti, ma nello stesso momento ricordando che ormai la macchina elettorale si è mossa per le prossime amministrative, ma ciò non significa essere disuniti poiché la competizione è il sale della democrazia, dello stesso tono anche il discorso del presidente del consiglio Felice Testagrossa che ha voluto chiedere agli attivisti quale vuole essere il senso della loro iniziativa, sottolineando che le compagini giustamente si stanno già muovendo per organizzare una campagna elettorale abbastanza anomala visti i fatti giudiziari che potrebbero anche sconvolgere tutto. Alla fine della serata lo stesso Testagrossa si è anche detto d’accordo sul richiamo all’unione suggerendo ai promotori dell’iniziativa di darsi 24 ore per decidere il programma di unità che vogliono proporre alle varie forze politiche, mentre il sindaco Porracciolo ha consigliato di incontrare le varie anime privatamente e vedere se è possibile oppure no questa idea di “contratto sociale”. Gli altri interventi, tutti moderati dall’attivista Giuseppe Calandra, dall’assessore Maniaci, al capogruppo di maggioranza Piero Consolato, alla consigliere Di Maria, a Pippo Testa, a Pippo Martino, a Rino Andreanò, a Gioacchino D’Agostino fino ad Antonino Sgrò sono stati ovviamente diversi e variegati tutti hanno plaudito all’iniziativa, ma c’è stato chi l’ha giudicata tardiva visto che ormai si è entrati in piena campagna elettorale con la presentazione delle liste che si dovrà fare entro il 3 aprile e chi invece si è detto disponibile a sposare la proposta pentastellata. A fine serata quindi gli attivisti si sono dati 24 ore per dare una proposta ben definita alle forze politiche e vedere se il progetto di unità di intenti sarà possibile, ovvero se il “contratto sociale” sarà accolto oppure no… “Ho visto comunque molta partecipazione, dichiara Carmen Giangarrà, e voglia di collaborare. Speriamo che questa voglia che è venuta stasera poi prosegua nelle prossime 24 ore per la decisione finale da parte di tutte le compagini. Noi ci speriamo, afferma la Giangarrà, non tanto per unire forze politiche, ma per unire personalità e portare un beneficio alla comunità e riportare, ripeto, l’interesse collettivo al centro di tutta questa lotta politica”. “ I termini del contratto sociale, afferma Salvatore Germanà, sono semplicemente dei punti in comune che le varie compagini politiche mistrettesi hanno per il bene della comunità. Quello che volevamo noi stasera è sentire dalle varie voci la volontà di poter contribuire a questo contratto sociale e se c’è questa volontà che viene confermata noi daremo la disponibilità a partecipare e siamo anche pronti a fare un passo indietro per il bene del paese”.

Giuseppe Cuva