L’Istituto comprensivo di Tusa vince il premio “Scuola Fiorita 2017”

[wonderplugin_video videotype=”mp4″ mp4=”https://www.telemistretta.it/tmnews/wp-content/uploads/2018/07/servizio-premiazione-fiori-tusa.mp4″ videowidth=600 videoheight=400 keepaspectratio=1 videocss=”position:relative;display:block;background-color:#000;overflow:hidden;max-width:100%;margin:0 auto;” playbutton=”https://www.telemistretta.it/tmnews/wp-content/plugins/wonderplugin-video-embed/engine/playvideo-64-64-0.png”]Si è svolta il 22 luglio nella splendida cornice dalla scogliera di Castel di Tusa, la cerimonia di consegna del premio “Scuola fiorita d’Italia 2017” all’Istituto comprensivo di Tusa.

Dopo le bandiere blu per le spiagge, le bandiere verdi per il progetto eco-school, arriva anche il premio scuola fiorita d’Italia 2017, assegnato dall’Asproflor, l’associazione che organizza il concorso nazionale Comuni fioriti, al quale il comune di Tusa partecipa già da diversi anni con ottimi risultati.

Il premio, consistente in una fornitura del valore di 500 euro di piante da fiore,  è stato consegnato alla dirigente scolastica Domenica Pipitò dal Presidente del concorso Renzo Marconi, venuto appositamente da Verbania. Insieme a lui il vice presidente Michele Isgrò, di Terme Vigliatore, vero e proprio ispiratore del concorso in Sicilia.

Alla manifestazione erano presenti anche i Sindaci di alcuni comuni che partecipano alla manifestazione di quest’anno, Mimma Nasello, consulente per il verde pubblico e lo sviluppo turistico del Sindaco di Gangi, le miss Concetta Dimarco di Tusa e Miss Comuni fioriti 2017 Roberta Bongiorno di Gangi, la presidente della Pro Loco di Sinagra Enza Mola, oltre naturalmente al Vice Sindaco di Tusa Angelo Tudisca, l’assessore Rosaria Piscitello e diversi consiglieri comunali.

Nell’occasione sono stati premiati con una mattonella celebrativa i vincitori del concorso balcone fiorito 2017 indetto dal Comune di Tusa.

La cerimonia ufficiale di premiazione, a livello nazionale, si svolgerà a Bologna il 10 e 11 Novembre 2018.

 

foto e testo: Massimo Raimondi