Distretto D29, gli amministratori chiedono audizione alla VI commissione all’ARS sulle criticità territoriale, socio sanitaria ed emergenziale.

Gli amministratori che fanno riferimento al Distretto sanitario D29 attraverso una missiva fanno richiesta di audizione al Presidente della VI Commissione relativa alle criticità territoriali, socio sanitaria ed emergenziale del territorio.

5 Ottobre 2020 16:58

Gli amministratori che fanno riferimento al Distretto sanitario D29 attraverso una missiva fanno richiesta di audizione al Presidente della VI Commissione relativa alle criticità territoriali, socio sanitaria ed emergenziale del territorio.

E lo fanno riportando una nota che il 22 marzo 2020 gli stessi amministratori avevano inviato all’attenzione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per accendere i riflettori sulla situazione del SS Salvatore di Mistretta chiedendo la riattivazione di molti servizi proprio per far fronte, tra le altre cose, all’emergenza Covid 19

La nostra Nazione, scrivono, sta vivendo l’emergenza connessa alla diffusione del virus COVID 19 in uno stato di profondo disagio e sconforto. “

I Governi che si sono alternati nel nostro Paese negli ultimi 20 anni, denunciano, hanno offuscato aspirazioni e prospettive dei cittadini italiani e, cosa ancora più grave, quelle delle future generazioni perché: hanno considerato la sanità come un costo e non come un investimento per la salute e il benessere delle persone, oltre che per la crescita economica del Paese.

Hanno ridotto il perimetro delle tutele pubbliche per aumentare forme di sussidio individuale (bonus 80 euro, reddito di cittadinanza, quota 100) con l’obiettivo (fallito) di mantenere il consenso elettorale; hanno fatto scelte in contrasto con il principio dell’health in all policies, che impone di orientare tutte le decisioni politiche – non solo sanitarie – ma anche industriali, ambientali, sociali, economiche e fiscali, mettendo sempre al centro la salute dei cittadini.”

Vi è la consapevolezza che la sanità in generale non è pronta alla sfida che stiamo affrontando con l’insorgenza di nuove patologie e il determinismo dei fattori ambientali che hanno messo in crisi l’intero sistema di welfare, soprattutto nelle regioni del sud ed ancor di più nel nostro territorio che con il progressivo e silenzioso sgretolamento del SSN ha notevolmente peggiorato l’accessibilità ai servizi sanitari, e le diseguaglianze sociali e territoriali. “

In questo momento difficile e drammatico, ci siamo finalmente resi conto della irragionevolezza, a tacer d’altro, di certe scelte politiche che, negli ultimi anni, hanno determinato la soppressione di centinaia di presidi ospedalieri in tutto il territorio nazionale e, in particolare, in aree già penalizzate da altre scelte scellerate, come quella dei Nebrodi Occidentali.”

Nel Distretto Socio Sanitario 29 dell’ASP di Messina che comprende i Comuni di Castel di Lucio, Mistretta, Motta d’Affermo, Pettineo, Reitano, S. Stefano di Camastra e Tusa, con una popolazione di circa 20.000 abitanti, scrivono gli amministratori, vi è già funzionante un Presidio Territoriale di Emergenza (PTE) presso l’Ospedale di Mistretta che, nel corso degli anni è stato depauperato di reparti sanitari e posti letto.”

Nell’attuale tragico contesto emergenziale, potrebbe valutarsi l’immediata riattivazione a pieno organico l’Ospedale di Mistretta anche facendo ricorso alle risorse economiche rese disponibili per la protezione civile a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.”

A tal scopo, si evidenzia che nell’Ospedale di Mistretta, negli ex reparti di chirurgia, medicina e ostetricia, quest’ultimo già medicalizzato, ossia dotato di ossigeno per l’attivazione già prevista di 10 posti suap/comatosi, ci sarebbero circa 60 posti letto disponibili, una vera e propria manna dal cielo per un territorio di frontiera, con una popolazione prevalentemente anziana e impaurita.”

I reparti di lungodegenza, medicina e chirurgia, oggi esistenti (il resto della struttura è ambulatoriale), sono assolutamente insufficienti, soprattutto nella situazione emergenziale attuale ed, inoltre, gli ospedali di Cefalù e Patti sono lontani, quello di Sant’Agata è stato depotenziato.”

Riattivare Mistretta darebbe un segnale di forte presenza delle Istituzioni e della volontà dello Stato di “riconquistare” i propri territori , si legge nella nota, e sarebbe una iniezione di sicurezza nei confronti di tutti, anche alla luce che allo stato nei comuni del Distretto D29 vi sono 150 soggetti in isolamento fiduciario.”

Assieme ai nostri concittadini, attendiamo un atto politico importante, di quelli con la “P” maiuscola, che rigenerano l’imprescindibile rapporto di fiducia, che deve necessariamente esistere tra Stato e Cittadini”

Purtroppo questo grido di allarme è stato inascolato e adesso gli amministratori del territorio, anche a seguito degli accadimenti che si stanno verificando nel Comune di Castel di Lucio, chiedono una formale audizione presso la VI Commissione all’ARS al fine di rappresentare compiutamente le istanze che provengono da un territorio che si sente dimenticato ed abbandonato a sé stesso

I firmatari della missiva chiedono che alla riunione siano presenti anche l’Assessore Regionale alla Salute, Avv. Ruggero Razza, il Direttore Generale dell’ASP 5 di Messina, Dott. Paolo La Paglia e il Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid per la Provincia di Messina, Dott. Carmelo Crisicelli.

La nota porta le firme di: Antonino Oddo Commissario Straordinario del Comune di Mistretta, Giuseppe Nobile Sindaco del Comune di Castel di Lucio, Sebastiano Adamo sindaco del comune di Motta d’affermo, Domenico Ruffino primo cittadino di Pettineo, Salvatore Villardita sindaco di Reitano, Francesco Re sindaco di Santo Stefano di Camastra e Luigi Miceli sindaco di Tusa.