San Placido, il cuore di Castel di Lucio in festa tra fede, tradizione e identità
Castel di Lucio rinnova la sua devozione a San Placido. Migliaia di fedeli per la processione solenne, tra l’inno del popolo, la tradizionale “ballatedda” e l’emozione di un’intera comunità
Giuseppe Cuva 6 Ott 2026 15:39
È una festa che per Castel di Lucio non è soltanto una ricorrenza religiosa. È un appuntamento con la propria storia, con le proprie radici e con un sentimento di appartenenza che si rinnova ogni anno. Il 5 ottobre, nel giorno della memoria liturgica di San Placido, il piccolo borgo normanno si ferma per celebrare il suo santo protettore.
Ieri, alle 18, una grande folla si è ritrovata davanti alla Chiesa Madre per l’uscita dei simulacri di Santa Flavia, portata a spalla dalle sole donne, e di San Placido, sul suo fercolo, poi l’avvio della processione solenne, con le autorità civili, militari e religiose, le confraternite, i sodalizi e le associazioni di volontariato. Ma sono soprattutto i fedeli a raccontare, con gli sguardi e con la voce, il legame profondo con il proprio patrono. E quando in piazza risuona l’inno a San Placido, cantato da grandi e piccini, la fede diventa un canto collettivo.
Dopo il ritorno in piazza Umberto I e il rientro di Santa Flavia in chiesa, arriva uno dei momenti più attesi: la “ballatedda di San Pla’”.Tre volte nel corso della serata, i portanti fanno danzare il fercolo avanti e indietro per la piazza. Un momento che richiede forza, equilibrio e grande concentrazione, accompagnato dalle note del complesso bandistico comunale San Placido. E poi ancora la processione, lungo le strade e nei vicoli più stretti del paese, tra musica, devozione e convivialità, fino a tarda notte.
Perché a Castel di Lucio San Placido si festeggia due volte l’anno, il 5 ottobre e il 20 agosto, ma il legame con il santo non dura soltanto un giorno, è una fede che diventa identità, una tradizione che passa di generazione in generazione e che ogni castelluccese porta con sé, nel cuore, tutto l’anno.