Rete ospedaliera: assemblea dei sindaci del distretta D/31 a Sant’Agata Militello

[wonderplugin_video videotype=”mp4″ mp4=”https://www.telemistretta.it/tmnews/wp-content/uploads/2018/06/2018_06_29_incontro-ospedale.mp4″ videowidth=600 videoheight=400 keepaspectratio=1 videocss=”position:relative;display:block;background-color:#000;overflow:hidden;max-width:100%;margin:0 auto;” playbutton=”https://www.telemistretta.it/tmnews/wp-content/plugins/wonderplugin-video-embed/engine/playvideo-64-64-0.png”]Si è svolta presso l’aula consiliare del comune di Sant’Agata Militello l’assemblea dei sindaci del distretto socio sanitario n°31, convocata dal sindaco del comune capofila Bruno Mancuso per discutere sulla recente bozza di riorganizzazione della rete ospedaliera avanzata dal governo regionale. È stata una riunione particolarmente partecipata, nella quale erano rappresentati tutti i comuni del distretto sanitario 3, ma anche una delegazione del distretto D/29 per il comune capofila era presente il vice sindaco Oieni.

Numerosi gli interventi degli amministratori locali, concordi sulla necessità di fare squadra e fronte comune per la tutela del diritto alla salute della comunità dei Nebrodi e dire no al paventato depotenziamento degli ospedali di Sant’Agata Militello e Mistretta, tenendo conto delle peculiarità del territorio, dei suoi dati epidemiologici, della distanza dai poli ospedalieri e delle difficoltà nei collegamenti.

“Le problematiche dei due ospedali, dichiara il vice sindaco di Mistretta nel suo intervento, sono similari e ampie e la questione riguarda tutto il territorio nebroideo. E’ chiaro che si debba fare fronte comune e lo faremo, ma mi preme ribadire e con forza l’esigenza dell’ospedale di Mistretta di continuare ad essere una struttura ospedaliera in zona disagiata e consequenzialmente messa in condizioni di poter operare.

Il servizio ambulatoriale di cardiologia è indispensabile, è un servizio salvavita per questa zona e non si può ridurre, come è stato fatto da tre a due, il numero dei cardiologi. E’ chiaro conclude Oieni che in questa battaglia staremo al fianco di Sant’Agata però pretendiamo che la nostra struttura ospedaliera, considerata una struttura di frontiera a tutti gli effetti, venga dotata di tutti quei servizi che ad oggi sono previsti solo sulla carta”

Si vedrà adesso quale sarà l’intendimento della politica regionale e di quella nazionale

Rosalinda Sirni