Livatino patrono dei magistrati, il giudice ucciso dalla mafia diventa simbolo della giustizia italiana
Il riconoscimento ufficiale arriva dal Dicastero per il Culto Divino, con un decreto firmato il 7 ottobre
Redazione Telemistretta 8 Ott 2026 12:14
Il beato giudice Rosario Livatino è ufficialmente il patrono dei magistrati italiani. A riconoscergli questo titolo è il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, con un decreto firmato il 7 ottobre.
Un riconoscimento arrivato dopo il sostegno unanime della Conferenza episcopale italiana, che nella sua assemblea generale di maggio aveva indicato il giudice siciliano come «modello di riferimento» e «speciale intercessore» per chi amministra la giustizia.
Livatino, assassinato dalla mafia il 21 settembre 1990 a soli 37 anni mentre andava al lavoro, è stato beatificato ad Agrigento nel 2021. Diventa così un punto di riferimento non soltanto per la sua storia personale, ma per il modo in cui interpretò la funzione del magistrato.
Per il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, Livatino fu un autentico uomo di legge e un fedele servitore dello Stato, capace di unire nell’esercizio della giustizia la verità alla carità, la preparazione giuridica all’etica cristiana.
Una concezione della magistratura che Livatino sintetizzava nella figura di un giudice «serio, equilibrato, responsabile», capace di condannare ma anche di capire. Un magistrato chiamato a non vivere nella propria «torre eburnea», ma a conoscere la realtà e le persone sulle quali è chiamato a decidere.
La sua testimonianza era fondata anche sulla fede. Nei suoi appunti ricorreva la frase «Sub tutela Dei», sotto la protezione di Dio.
A ricordarlo era stato anche papa Leone XIV, che nel 2025 aveva indicato Livatino tra i testimoni di speranza, giustizia e dedizione allo Stato, definendolo il primo magistrato nella storia riconosciuto come martire.
Il patronato arriva dunque a 36 anni dal suo assassinio e a cinque dalla beatificazione, consolidando la figura di Livatino come simbolo di una giustizia vissuta come servizio, responsabilità e, per la Chiesa, anche come cammino di santità.