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Padre Pino Puglisi, il coraggio di educare alla libertà contro la mafia

Oggi la Chiesa ricorda il beato padre Pino Puglisi, la sua eredità resta un messaggio di coraggio, fede e riscatto sociale

21 Ott 2026 12:46

Ci sono uomini che continuano a parlare anche dopo la morte. Uomini che, con il loro esempio, diventano una voce impossibile da mettere a tacere. È il caso di padre Pino Puglisi, il sacerdote palermitano che ha sfidato la mafia con le armi più semplici e, proprio per questo, più temute: il Vangelo, l’educazione e la libertà.

Oggi, 21 ottobre, la Chiesa celebra la memoria liturgica del beato Giuseppe Puglisi, conosciuto da tutti come don Pino. La data coincide con il giorno del suo battesimo, segno di una vita interamente dedicata alla fede e al servizio degli altri.

Parroco nel quartiere Brancaccio, a Palermo, don Pino scelse di stare accanto ai ragazzi, offrendo loro un’alternativa concreta alla strada e al potere criminale. Il suo obiettivo era semplice e rivoluzionario: dimostrare che un futuro diverso era possibile, senza paura e senza sottomissione ai boss. Per questo promosse iniziative educative e sociali, fino alla nascita del Centro Padre Nostro.

La mafia lo uccise il 15 settembre 1993, proprio nel giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno. Ma non riuscì a cancellare il messaggio di un sacerdote che aveva scelto di non voltarsi dall’altra parte.

Beatificato da papa Francesco il 25 maggio 2013, don Pino è oggi un simbolo di resistenza civile e testimonianza cristiana.

Il suo insegnamento resta attuale: la lotta alla mafia comincia anche dalla scuola, dall’attenzione ai più fragili e dalla capacità di offrire ai giovani opportunità e speranza.

Perché il vero coraggio non è soltanto sfidare il male, ma costruire ogni giorno un’alternativa. E padre Pino Puglisi lo ha fatto fino all’ultimo sorriso.