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Sant’Agata Militello,  sanità al collasso: assemblea pubblica denuncia tagli, silenzi e complicità

L’Assemblea Permanente per la Difesa della Sanità Pubblica e i consiglieri di minoranza hanno chiesto azioni urgenti per salvare il presidio sanitario dei Nebrodi

8 Ago 2025 11:42

“Curarsi è un diritto, non un privilegio”: con questo messaggio si è aperta, lo scorso 7 agosto presso il Sacro Cuore, la conferenza stampa organizzata dall’Assemblea Permanente per la Difesa della Sanità Pubblica nei Nebrodi e dai consiglieri comunali di minoranza di S.Agata Militello.

Nel corso dell’incontro, i promotori hanno denunciato il grave stato di abbandono in cui è precipitato l’ospedale di Sant’Agata Militello, vittima – hanno detto – di anni di tagli, silenzi istituzionali e scelte politiche poco trasparenti.

Hanno ricordato come il presidio abbia perso posti letto, subito la chiusura di interi reparti e visto una drastica riduzione del personale. Il Pronto Soccorso è stato descritto come ormai al limite operativo, mentre i reparti superstiti non sono più riusciti a garantire assistenza tempestiva e sicura.

Particolarmente duro è stato l’attacco rivolto all’amministrazione comunale e al Sindaco, accusati di aver mantenuto un atteggiamento complice e di aver favorito, direttamente o indirettamente, l’ingresso del privato nella gestione della sanità locale.

Durante la conferenza, è stato illustrato l’atto stragiudiziale che l’assemblea ha già inviato a tutti i soggetti istituzionali competenti e alla Procura della Repubblica, chiedendo chiarimenti e responsabilità.

I promotori hanno sottolineato come l’approvazione imminente della nuova rete ospedaliera rappresenti un crocevia fondamentale: un’ultima occasione per cambiare rotta, salvare l’ospedale di Sant’Agata e difendere il diritto alla salute di oltre 100.000 abitanti dei Nebrodi.

L’incontro si è concluso con un appello forte alla cittadinanza e alle istituzioni: servono azioni concrete, senza più sconti per nessuno.

Giuseppe Cuva