Messina, sequestrata maxi-discarica abusiva: indagini su traffico illecito di rifiuti
Carabinieri e Polizia Municipale eseguono il sequestro di un’area di 200 mila mq e di un complesso aziendale legato al settore rifiuti
Redazione Telemistretta 19 Nov 2025 12:51
In data odierna, all’esito delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri della Compagnia di Messina Sud, insieme al Reparto di Polizia Ambientale del Corpo di Polizia Municipale di Messina, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale del Riesame di Messina. Il provvedimento è stato disposto in accoglimento del ricorso presentato dal Pubblico Ministero, dopo il rigetto dell’originaria richiesta da parte del GIP del Tribunale di Messina.
Il sequestro riguarda una vasta area nel territorio comunale di Messina adibita a discarica abusiva di rifiuti solidi, nonché un complesso aziendale riconducibile a imprenditori del settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Il grave compendio indiziario raccolto consente, allo stato, di contestare i reati di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti, commesso in concorso da tre soggetti.
Secondo le indagini, gli indagati avrebbero conferito con i propri autocarri svariate tonnellate di rifiuti in un’area di circa 200.000 mq, raggiungendo l’impluvio del vallone Guidari e accumulando il materiale lungo il pendio tramite terrazzamenti, senza alcuna opera di contenimento. Solo il 10% dei rifiuti trattati veniva effettivamente recuperato e riutilizzato in cantieri pubblici o privati, mentre il resto rimaneva sul posto.
L’attività tecnica e periziale svolta con la collaborazione di ARPA Sicilia e ARPA Calabria, e con il supporto dei Vigili del Fuoco che hanno eseguito gli scavi, ha permesso di individuare le zone più contaminate e di ricostruire l’epoca di abbandono dei rifiuti, risalente già al 2015, anno in cui la ditta aveva avviato l’attività presentando una semplice richiesta autorizzativa.
I rifiuti provenienti dall’impianto, trattati senza le prescritte cautele e accompagnati da false certificazioni, sarebbero stati impiegati anche nella realizzazione di opere pubbliche, tra cui il parcheggio “Contemplazione”, già sottoposto a sequestro nel maggio scorso. Le telecamere installate in quell’occasione avevano ripreso le fasi di scarico del materiale, mentre le successive analisi disposte dalla Procura hanno confermato la natura illecita del riempitivo utilizzato tra i blocchi di contenimento dell’arenile.
Quanto sopra è reso noto ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca costituzionalmente garantito, nel rispetto dei diritti degli indagati che, nell’attuale fase delle indagini preliminari, devono essere considerati innocenti fino a sentenza irrevocabile. Il giudizio, che si svolgerà nel contraddittorio tra le parti davanti a un giudice terzo e imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di responsabilità e l’eventuale restituzione dei beni sequestrati.