Marsala e Petrosino, dopo le trombe d’aria è emergenza: undici famiglie senza casa
Schifani visita le zone colpite, mentre il Comune di Marsala chiede lo stato di emergenza e si avviano gli interventi per aiutare le famiglie sfollate
Giuseppe Cuva 10 Ott 2026 14:33
Il giorno dopo il devastante passaggio di due trombe marine, Marsala e Petrosino fanno i conti con i danni e con le ferite lasciate da una calamità che, in pochi minuti, ha travolto abitazioni, automobili e strutture pubbliche, seminando paura tra la popolazione.
Undici famiglie sono rimaste senza casa: tre a Marsala, per un totale di sette persone, e otto a Petrosino. A Marsala una famiglia di tre persone è stata sistemata in albergo dal Comune, mentre le altre hanno trovato ospitalità da parenti e amici. A Petrosino quattro nuclei familiari sono stati accolti in una struttura alberghiera.
Oggi il presidente della Regione, Renato Schifani, ha visitato i territori colpiti. Ieri erano arrivati gli assessori regionali Alessandro Aricò e Mimmo Turano. Schifani ha incaricato il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, di coordinarsi con le amministrazioni locali per garantire gli interventi più urgenti.
Il Comune di Marsala ha annunciato la richiesta dello stato di emergenza. Particolarmente grave la situazione della scuola Alcide De Gasperi di contrada Terrenove, colpita dalla furia della tromba marina. I danni alla struttura e la violenza del fenomeno hanno provocato grande apprensione tra bambini e insegnanti. Sulla situazione dell’istituto sono intervenuti anche la sindaca Andreana Patti e l’assessore regionale Mimmo Turano, che hanno contattato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per rappresentare le criticità legate all’accaduto. Saranno necessarie verifiche per valutare i danni e gli interventi utili a ripristinare le condizioni di sicurezza.
Intanto, per oggi, sabato 10 ottobre, a Marsala restano chiuse tutte le scuole, pubbliche e private, compresi nidi e infanzia. Sospese anche le attività nei parchi, negli impianti sportivi all’aperto e negli altri spazi comunali indicati dall’ordinanza.
Il cielo è tornato sereno, ma l’emergenza resta. Ora servono verifiche, interventi e risposte concrete per chi ha perso la casa e per le attività danneggiate.