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Sicilia in fiamme, il grido dei vescovi Marciante e Lorefice: “Custodire il Creato è un dovere di tutti”

I vescovi chiedono responsabilità, prevenzione e un impegno concreto per difendere il territorio

24 Lug 2026 11:54

La Sicilia è ancora una volta stretta nella morsa degli incendi. Boschi distrutti, aziende agricole devastate, abitazioni minacciate e un patrimonio naturale che continua a perdere pezzi. Un’emergenza che, secondo il Corpo Forestale, è provocata in gran parte dalla mano dell’uomo e che ogni estate si ripete con inquietante puntualità.

Di fronte a questa nuova ondata di roghi, arriva il forte appello della Chiesa siciliana. Il vescovo di Cefalù, monsignor Giuseppe Marciante, torna a chiedere una prevenzione che duri dodici mesi l’anno e non soltanto durante l’estate. Già nel 2021 aveva definito gli incendi una ferita che sottrae futuro alle giovani generazioni, invitando tutti a custodire il Creato come responsabilità comune.

Parole rilanciate oggi anche dall’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, che esprime vicinanza alle comunità colpite e denuncia la devastazione del territorio, ricordando come la Terra, nostra casa comune, venga troppo spesso sacrificata all’egoismo e agli interessi di pochi.

Lorefice invita a non considerare gli incendi una semplice emergenza stagionale, ma il risultato di anni di ritardi, omissioni e scarsa cura del territorio. Un ringraziamento è stato rivolto a Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Forze dell’Ordine e volontari impegnati senza sosta nell’emergenza.

Il messaggio dei due presuli è chiaro: difendere l’ambiente significa difendere l’identità della Sicilia e garantire un futuro alle nuove generazioni. Una sfida che richiede l’impegno delle istituzioni, ma anche la responsabilità di ogni cittadino.