Porti siciliani ancora fermi: protesta a oltranza degli autotrasportatori
Terzo giorno di blocco nei porti pricipali dell’Isola: i camionisti alzano il muro contro il caro carburanti e chiedono un confronto immediato con il governo
Redazione Telemistretta 16 Apr 2026 11:27
Prosegue senza segnali di tregua la mobilitazione degli autotrasportatori siciliani, che da tre giorni stanno paralizzando i principali porti dell’Isola. La protesta, nata per denunciare l’aumento dei costi del carburante, continua a incidere pesantemente sulla circolazione delle merci, con disagi che si estendono a tutta la filiera logistica.
Alla base dello stop c’è la richiesta di interventi concreti per sostenere il settore, messo in difficoltà dai rincari. I rappresentanti della categoria lamentano l’assenza di risposte da parte delle istituzioni nazionali, nonostante i ripetuti appelli e le sollecitazioni arrivate anche a livello regionale.
A guidare la protesta è il comitato dei trasportatori, che ribadisce la linea dura: senza una convocazione a Roma, il fermo andrà avanti. Una posizione che lascia intendere come lo scontro sia destinato a prolungarsi, con il rischio di aggravare ulteriormente i disagi per approvvigionamenti e distribuzione.
Nel frattempo, la partecipazione resta alta tra gli operatori del settore e i porti continuano a funzionare a rilento. L’assenza di un tavolo di confronto immediato mantiene alta la tensione, mentre imprese e cittadini iniziano a fare i conti con gli effetti concreti del blocco.