“Da un mese e mezzo con i rifiuti covid a casa”, lo sfogo di una ragazza di Mistretta

La denuncia di una giovane mistrettese che si trova a casa con un cumulo di rifiuti "covid" da più di un mese e mezzo

28 Novembre 2020 11:29

La notizia di ieri sulla vicenda inerente una famiglia mistrettese in quarantena che da tre settimane aspetta il ritiro dei rifiuti “covid” ha indignato e sorpreso la comunità.

Nello stesso momento la denuncia fatta dal nucleo familiare ha stimolato la testimonianza di una ragazza, Eleonora, che sta vivendo una situazione simile, se non peggiore per certi aspetti.

Eleonora senza giri di parole denuncia ” è da un mese e mezzo che mi trovo a casa un cumulo di rifiuti “covid”, ben sei sacchi grandi di quelli neri“.

La giovane un mese e mezzo fa si è dovuta mettere in quarantena a seguito della positività della mamma, tra l’altro affetta da altre patologie e impossibilitata a deambulare da sola, in quanto invalida al 100%

Eleonora e sua madre vivono la quarantena in maniera rispettosa e dignitosa e iniziano a effettuare la raccolta dei rifiuti “covid”.

Il mio medico mi ha indirizzato all’Asl alla quale ho chiesto informazioni, afferma Eleonora.” L’Asl ha fatto la segnalazione e mi hanno indirizzato a Messina, sede della raccolta dei rifiuti speciali”.

Ho fatto un continuo di chiamate, di tentativi, di attesa e intanto i nostri rifiuti crescevano, anche perchè mia madre è una persona invalida e dove c’è una persona disabile i problemi aumentano

L’Asl ha anche sollecitato l’azienda di Messina, sta di fatto che sono stata anche contattata da Messina, dichiara la ragazza, queste persone hanno anche preso più di una volta i miei dati personali e mi chiedo: a che sono serviti visto che è da un mese e mezzo che io mi ritrovo questi rifiuti?

Purtroppo non viene nessuno ed ho un terrazzino pieno e strapieno

La settimana scorsa dopo vari tentativi di metterci in contatto ci dicono che adesso la gestione dei rifiuti è di competenza comunale. Fino alla settimana scorsa sapevamo che la gestione dipendeva da Messina e adesso ci dicono Mistretta”.

“Sta di fatto, conclude Eleonora, che non si è fatto vedere niente e nessuno e adesso nella casa in cui vive anche una persona invalida ci sono cumuli di rifiuti”.

Eleonora si dice indignata e afferma che tutta sta situazione è frutto di disinformazione e idee “poco chiare”, tutto però sulla pelle dei cittadini.

La giovane amastratina spera vivamente che la prossima settimana la vicenda si sblocchi e che la sua terrazza venga sgomberata dai rifiuti “covid” che giacciono lì da un mese e mezzo.

In caso contrario, dice, sarà costretta a rivolgersi alle autorità competenti.