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Concluso il progetto Affido Sportivo: festa finale alla Pestalozzi di Catania

Istituzioni e partner rilanciano l’importanza di garantire continuità all’esperienza

29 Ott 2026 18:27

Una mattinata di giochi, premiazioni ed emozioni per celebrare i risultati raggiunti e guardare al futuro.

L’Istituto omnicomprensivo Pestalozzi diCatania ha ospitato la festa conclusiva di Affido Sportivo, il progettofinanziato dalla Regione Siciliana attraverso l’Assessorato alle Politichedella Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, promosso e diretto daCSAIn Sicilia (Centri Sportivi Aziendali e Industriali), ente di promozionesportiva riconosciuto dal CONI e di promozione sociale riconosciuto dalMinistero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministero dell’Interno.Il progetto ha supportato circa 100 minori, quasi il doppio rispetto a quelliprevisti originariamente, e le loro famiglie nei quartieri di Librino, SanGiorgio, San Cristoforo, Zia Lisa, Fortino e Picanello, attraverso attivitàsportive, supporto scolastico, laboratori didattici e creativi, orientamentoe sostegno genitoriale.Sei le scuole partner: Pestalozzi, Rita Atria, Malerba, San Giovanni Battista,Dusmet-Doria e Cesare Battisti.

Importante la rete istituzionale e privata, che ha coinvolto il Tribunale peri minorenni, l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM), la Neuropsichiatria infantile, l’Università, il CRAM (Centro Ricerche AttivitàMotorie), le cooperative Orizzonte Bene, Officine Culturali e Trame diQuartiere, C&B ente di formazione, l’Ordine regionale degli Assistentisociali e il Garante per l’infanzia e l’adolescenza.

Le associazioni sportive hanno accolto i ragazzi del circuito penale esternocon attività di equitazione, arti marziali, calcio e rugby. L’équipemultidisciplinare, composta da pedagogisti, istruttori sportivi,coordinatori ed esperti di laboratori, ha garantito per un anno servizi esupporto in orario extracurricolare, comprendendo anche un Grest estivonei mesi di giugno e luglio.

Alla festa, presentata dal coordinatore del progetto, Salvatore Filippello,sono intervenuti il presidente nazionale CSAIn Salvatore Spinella, ilconsigliere nazionale Giuseppe Lombardo, il presidente regionale AntonioCelona e il vicepresidente regionale e coordinatore tecnico del progetto,Davide Riso. Presenti anche il prefetto Pietro Signoriello, il presidente delTribunale per i minorenni Roberto Di Bella, il presidente del CONI SiciliaEnzo Falzone, il segretario regionale di Sport e Salute Germana Vinci, ladottoressa Valeria Lagona per l’USSM, il dottor Nunzio Alizzio per l’Ordineregionale degli Assistenti sociali, l’assessore comunale alla Pubblicaistruzione Andrea Guzzardi e i dirigenti scolastici coinvolti. A fare gli onoridi casa la dirigente della Pestalozzi Elena Di Blasi.

La festa finale haconfermato il valore di una rete che mette al centro i giovani e le lorofamiglie, con l’obiettivo di contrastare la marginalità sociale attraverso losport, l’educazione e la collaborazione tra istituzioni e territorio. Grandeapporto è stato dato dai campioni del mondo di ju-jitsu, Salvatore Molinoe Sebastiano Amore, testimonial di Affido Sportivo, che hanno raccontatola loro esperienza sportiva e il valore degli straordinari risultati ottenuti dalDojo Csain in campo internazionale.Le dichiarazioni«I ragazzi vengono affidati a un percorso educativo che utilizza lo sportcome strumento di crescita», ha dichiarato il presidente nazionale CSAInSalvatore Spinella, auspicando che l’esperienza possa proseguire anche inaltre province italiane. «Siamo partiti con 60 ragazzi affidati al progettodalle scuole partner e dal Tribunale per i minorenni. Grazie alle esigenze
emerse durante le attività, siamo arrivati ad accogliere più di 80 giovani,coinvolti in un percorso laboratoriale articolato e non limitato alla praticasportiva.

Questa esperienza deve proseguire, anche investendo risorseproprie di CSAIn, mettendo al centro il benessere dei ragazzi e il bene dellacomunità».Il prefetto Pietro Signoriello ha sottolineato il valore dell’iniziativa nellalotta alla dispersione scolastica: «Progetti come Affido Sportivodimostrano che esiste un’altra strada, ricca di valori e opportunità.

È un seme che viene piantato lungo un percorso non semplice, ma nel qualebisogna credere. I quartieri più fragili non devono essere lasciati a séstessi: Catania è l’insieme di tutte le sue realtà, compreso Librino, e noivogliamo che migliori».Per il presidente del Tribunale per i minorenni Roberto Di Bella, «lo sportè una metafora della vita: insegna il rispetto, il valore delle regole e illavoro di squadra».

Di Bella ha ribadito la necessità di dare continuità alprogetto, ricordando il protocollo con il Coni previsto per il 3 novembrenell’ambito dello sport di prossimità. «Molti ragazzi non hanno lapossibilità economica di pagare l’iscrizione a una palestra. Questeprogettualità offrono a tutti l’opportunità di accedere allo sport e vivereun’importante esperienza di crescita».

Il presidente del Coni Sicilia Enzo Falzone ha evidenziato la funzionesociale dello sport: «Non promuove soltanto l’attività fisica, ma favorisce ilrecupero, la socializzazione, il senso di appartenenza e la capacità di faresquadra».Falzone ha inoltre sottolineato la multidisciplinarità del progetto, condiscipline che spaziano dal rugby al calcio fino agli sport meno noti, el’importanza della collaborazione tra le realtà sportive per ampliare leopportunità formative e rendere lo sport sempre più accessibile».