Giudice Rosario Livatino

Beati Livatino e Chiara Luce Badano, due giovani testimoni della fede: il coraggio nel male e nel dolore

Due giovani beati uniti dallo stesso amore per Dio, pur segnati da destini diversi — lui ucciso dalla mafia, lei consumata da una malattia. Entrambi esempio di fede, giustizia e speranza

29 Ott 2025 12:57

Oggi, 29 ottobre, la Chiesa celebra la memoria di Rosario Livatino e Chiara “Luce” Badano, due figure luminose della fede contemporanea, diversi per storia e vocazione, ma accomunati da una stessa forza interiore: vivere fino in fondo il Vangelo, anche nella prova.

Rosario Livatino, il “giudice ragazzino”, aveva appena 38 anni quando, il 21 settembre 1990, venne assassinato dalla mafia lungo la strada tra Canicattì e Agrigento. Un magistrato rigoroso e riservato, che considerava la giustizia come un atto di fede: “Alla fine della vita non ci sarà chiesto se siamo stati credenti, ma se siamo stati credibili”, scriveva nei suoi appunti. La sua coerenza, il suo rifiuto dei compromessi, la scelta di servire la verità senza paura gli valsero la morte, ma anche la gloria dei giusti. Papa Francesco lo ha proclamato Beato nel 2021, riconoscendone il martirio “in odium fidei”.

Chiara Badano, nata a Sassello nel 1971, fu una giovane dei Focolari che trasformò la malattia in una testimonianza di luce. Colpita da un osteosarcoma a 17 anni, accettò la sofferenza con serenità e amore, ripetendo: “Se lo vuoi Tu, Gesù, lo voglio anch’io”. Anche lei è morta giovane, a soli 18 anni, ma la sua breve vita ha lasciato un segno profondo: un cammino di gioia nella croce, che continua a ispirare migliaia di ragazzi. È stata beatificata nel 2010.

Due vite lontane eppure vicine: un giudice e una ragazza comune, un uomo delle istituzioni e una figlia semplice della Chiesa, entrambi chiamati a vivere la fede nel cuore del male e del dolore.
Livatino ha testimoniato la giustizia come forma di carità; Chiara ha mostrato la sofferenza come via di luce. Due vie diverse verso la stessa meta, quella santità quotidiana che non fa rumore, ma illumina il mondo.

Nel ricordarli insieme, oggi la Chiesa invita a guardare a loro come a due volti di una stessa speranza: che anche nella fragilità, nella paura e nella morte, la fede può trasformare tutto in amore.