Schifani completa la giunta: tre nuovi assessori, opposizioni all’attacco
Nomine a Famiglia, Funzione pubblica e Salute. Dure le opposizioni: “Solo giochi di potere, nessuna svolta per la Sicilia”
Redazione Telemistretta 30 Apr 2026 10:24
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha ufficializzato la nomina di tre nuovi assessori, completando così la squadra di governo di Palazzo d’Orléans. Entrano in giunta Nuccia Albano, Elisa Ingala e Marcello Caruso, chiamati rispettivamente a guidare gli assessorati della Famiglia, della Funzione pubblica e della Salute.
Nuccia Albano, medico legale e consulente di tribunali e procure, torna a ricoprire il ruolo all’assessorato della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro. Elisa Ingala, commercialista con esperienza amministrativa a Caltanissetta e nella gestione di aziende sottoposte a sequestro, assume la delega alla Funzione pubblica e alle autonomie locali. Alla Salute arriva invece Marcello Caruso, con un passato da amministratore locale e manager di enti pubblici, che subentra a Daniela Faraoni.
Con queste nomine vengono colmati i vuoti lasciati dai due assessorati rimasti ad interim dallo scorso novembre nelle mani dello stesso Schifani, ristabilendo così la piena operatività dell’esecutivo regionale. “Si ripristina la giunta al completo – ha dichiarato il governatore – condizione necessaria per proseguire con maggiore efficacia l’azione amministrativa e dare attuazione agli impegni assunti con i siciliani”.
Schifani ha inoltre ringraziato Daniela Faraoni per il lavoro svolto “con impegno e competenza” durante il suo mandato. I nuovi assessori presteranno giuramento all’Assemblea regionale siciliana nella prossima seduta utile.
Le nomine, tuttavia, hanno immediatamente acceso il dibattito politico. Dure le critiche del segretario regionale del Partito Democratico, Anthony Barbagallo, che parla di “operazione camouflage” e accusa il presidente di incoerenza nelle scelte politiche. Ancora più netto il giudizio del capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, Antonio De Luca, secondo cui si tratterebbe dell’ennesima dimostrazione di “giochi di potere” che avrebbero paralizzato l’attività istituzionale per mesi.
Tra maggioranza e opposizione, dunque, la ricomposizione della giunta segna sì un passaggio amministrativo importante, ma apre anche una nuova fase di scontro politico, mentre resta centrale il nodo dell’efficacia dell’azione di governo in vista della conclusione della legislatura.