Santa Chiara e Massimiliano Kolbe: due santi, una grande lezione sulla comunicazione
Entrambi ci consegnano una lezione attualissima: comunicare significa prima di tutto entrare in relazione con gli altri
Redazione Telemistretta 14 Ago 2026 11:19
L’11 agosto la Chiesa celebra Santa Chiara d’Assisi, il 14 agosto San Massimiliano Kolbe. Due santi francescani, vissuti a più di sette secoli di distanza, accomunati anche da un rapporto particolare con il mondo della comunicazione.
Chiara, compagna di san Francesco e fondatrice delle Clarisse, è stata proclamata nel 1958 patrona della televisione. La tradizione racconta infatti che, durante una notte di Natale, pur essendo malata e nella sua stanza a San Damiano, riuscì misteriosamente ad assistere alla celebrazione che si svolgeva nella chiesa di San Francesco. Un episodio letto come una sorta di “tele-visione”, ma che richiama soprattutto la capacità di Chiara di guardare oltre la realtà immediata.
E poi c’è Massimiliano Kolbe. Nato in Polonia nel 1894, francescano, sacerdote e missionario, comprese molto presto la forza dei mezzi di comunicazione. Nel 1922 fondò Il Cavaliere dell’Immacolata e a Niepokalanów costruì una vera e propria cittadella editoriale, arrivando a pubblicare milioni di copie e diversi periodici. Utilizzò anche la radio e portò la sua attività missionaria fino in Giappone.
Ma il legame più profondo tra Chiara e Massimiliano non sta semplicemente nei mezzi che hanno utilizzato. Sta nel messaggio.
Chiara comunica attraverso la sua vita, le sue parole e la sua testimonianza. Massimiliano usa giornali, stampa e radio, ma alla fine comunica soprattutto attraverso la scelta estrema di donarsi agli altri: nel 1941, ad Auschwitz, offre la propria vita al posto di un altro prigioniero.
Due santi, dunque, che ci ricordano che la comunicazione non è soltanto parlare, scrivere o trasmettere. È avere qualcosa di vero da dire e, soprattutto, essere disposti a viverlo