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Psicologia di base nelle Case di Comunità: supporto precoce e accesso libero

Ascolto, prevenzione e orientamento per ridurre il disagio e alleggerire il sistema sanitario

17 Apr 2026 11:32

Un punto di ascolto vicino ai cittadini, gratuito e senza impegnativa, per affrontare il disagio psicologico prima che diventi più complesso. È questo l’obiettivo del servizio di Psicologia delle Cure Primarie (PCP), attivo dal 1° marzo 2026 e inserito nelle Case di Comunità come presidio di primo livello.Il servizio si fonda sull’integrazione tra medici di medicina generale, pediatri e specialisti, secondo un modello che punta a una presa in carico più completa della persona.

Al centro c’è l’approccio bio-psico-sociale, che considera insieme salute fisica, dimensione psicologica e contesto relazionale.Lo psicologo delle cure primarie rappresenta il primo punto di contatto: accoglie, ascolta e valuta il bisogno del paziente, intervenendo con supporti brevi nei casi meno complessi o orientando verso i servizi specialistici quando necessario. Un ruolo chiave, quindi, anche per ridurre il sovraccarico dei servizi di secondo livello e accorciare i tempi di attesa.Accanto alla funzione di orientamento, emerge quella preventiva: intercettare precocemente il disagio significa limitare fenomeni come la somatizzazione e il ricorso improprio a farmaci o visite mediche, con benefici concreti per il cittadino e per il sistema sanitario.

Coordinato dalle Unità operative di Psicologia, il servizio si configura come un ponte tra cittadino e sanità pubblica, favorendo un accesso più semplice e meno stigmatizzato al supporto psicologico e promuovendo una cultura diffusa della prevenzione.