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Mistretta ricorda Francesco La Ganga, il nome del carabiniere vittima delle Foibe al Monumento ai Caduti

Cerimonia partecipata tra istituzioni, scuole e familiari per ricordare Francesco La Ganga, ucciso nelle foibe nel 1944

8 Mag 2026 17:17

A Mistretta il nome di Francesco La Ganga, carabiniere di 24 anni ucciso nel 1944 nelle foibe, è stato inciso nel monumento ai caduti di piazza Vittorio Veneto. Un momento atteso e carico di significato, che restituisce memoria e dignità a una vicenda rimasta a lungo ai margini.

La mattinata si è aperta al cineteatro Falcone-Borsellino con un incontro partecipato da autorità civili e militari, associazioni, studenti e cittadini, oltre ai familiari del militare. Dopo un minuto di silenzio, è stato proiettato un videomessaggio della sorella Sebastiana La Ganga, che ha ricordato l’ultima volta in cui vide il fratello, quando aveva solo dieci anni, ringraziando la comunità per il gesto di memoria.

Determinante il ruolo dell’Associazione nazionale combattenti e reduci, che nel 2022 aveva proposto l’inserimento del nome nel monumento, oggi concretizzato grazie alla collaborazione tra amministrazione comunale e Arma dei Carabinieri. Presente anche il sindaco Sebastiano Sanzarello, che ha parlato di “una grande giornata” per la città, sottolineando l’importanza di fare luce su una delle pagine più dolorose della storia italiana.

Particolarmente toccanti gli interventi degli studenti, soprattutto quelli delle terze medie, che hanno portato poesie e riflessioni sul valore della pace. Il capitano dei carabinieri Silvio Imperato ha ricordato come La Ganga sia morto adempiendo al proprio dovere, “onorando la divisa e la patria”. Dello stesso tenore le parole del presidente regionale dell’Associazione nazionale carabinieri, Ignazio Buzzi.

Commosso il ricordo del nipote Benedetto Sirni, che ha parlato di un momento capace di restituire dignità a un familiare che non ha una tomba, ma da oggi un nome inciso nel luogo simbolo della memoria cittadina.

A chiudere l’incontro gli interventi degli studiosi Francesco Cuva e Carmelo Ucchino, che hanno ricostruito gli ultimi giorni di vita del carabiniere e il contesto della tragedia delle foibe.

La cerimonia è proseguita poi in corteo fino a piazza Vittorio Veneto, dove è stata scoperta la lapide con il nome di La Ganga. La deposizione di una corona d’alloro, alla presenza dei carabinieri in alta uniforme, accompagnata dalle note della “Leggenda del Piave” e dell’inno nazionale eseguite dalla banda cittadina, ha suggellato una giornata intensa e profondamente partecipata.