Messina, droga e armi nascoste nei palazzi popolari: arrestato 42enne
Sequestrati oltre tre chili di marijuana, cocaina, crack e diverse armi
Redazione Telemistretta 6 Mar 2026 15:32
Su richiesta della Procura distrettuale di Messina, il GIP del locale Tribunale, all’esito della udienza di convalida del fermo del Pubblico Ministero, oltre che convalidare il fermo, ha disposto con ordinanza, la misura personale della custodia cautelare in carcere di un soggetto messinese nato nel 1983 per i reati di “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”, “detenzione abusiva di armi clandestine e alterate”, e “ricettazione”.
Il decreto di fermo era stato eseguito nei giorni scorsi, dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Messina Centro, supportati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori di “Sicilia”; esso era stato emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina all’esito di un’attività antidroga condotta dai militari dell’Arma lo scorso 25 febbraio nel rione Giostra: nel corso di perquisizioni effettuate all’interno di un’abitazione e in alcuni scantinati di un complesso di edilizia popolare, i Carabinieri avevano rinvenuto un ingente quantitativo di droga ed armi.
Nello specifico, le operazioni avevano consentito di sequestrare complessivamente circa 3,3 kg di marijuana, 800 grammi di cocaina e 120 grammi di crack, che diverso materiale idoneo alla pesatura e al confezionamento delle dosi. Unitamente allo stupefacente, i militari avevano individuato due fucili a canne mozze, due pistole a salve, di cui una alterata con una canna in ferro priva di matricola, oltre a munizioni di diverso calibro e denaro contante.
I successivi approfondimenti info-investigativi, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia, hanno consentito di raccogliere un grave quadro indiziario a carico dell’indagato, evidenziando al contempo un concreto pericolo di fuga. A seguito di ininterrotti servizi di osservazione, controllo e pedinamento, il 42enne è stato rintracciato e bloccato, mentre si nascondeva in un complesso residenziale del centro cittadino.
“Quanto sopra, ai fini del corretto esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito, nonché tenuto conto dell’interesse pubblico ad una chiara esposizione dei fatti, sia pure nel doveroso riserbo di ulteriori elementi in ragione dell’attuale fase delle indagini preliminari. Con la precisazione che il procedimento è, allo stato, nella fase delle indagini preliminari, nella quale il soggetto indagato è da presumersi innocente fino alla sentenza irrevocabile, che ne accerti le responsabilità e con la precisazione che l’eventuale giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al giudice terzo ed imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo al medesimo indagato”.