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L’appello di mons. Marciante, salviamo le Madonie e le aree interne da uno spopolamento programmato 

Un messaggio spirituale e civile insieme, che ha toccato temi legati alla fede, alla crisi abitativa, al declino demografico e alla necessità di difendere la dignità del territorio

8 Ago 2025 11:47

In occasione della festa del Santissimo Salvatore, Titolare della Basilica Cattedrale di Cefalù, mons. Giuseppe Marciante, vescovo della diocesi, ha condiviso un messaggio accorato rivolto alla città e al comprensorio delle Madonie.

Riprendendo il significato profondo della Trasfigurazione di Cristo, mons. Marciante ha esortato i fedeli a riscoprire la preghiera e l’ascolto della Parola come strumenti di trasformazione della realtà, personale e collettiva.

Nel suo intervento, il vescovo ha criticato duramente la linea del Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne (SNAI), che secondo lui propone “una sorta di eutanasia comunitaria” per i piccoli Comuni del Sud, definiti ormai come destinati a un lento spopolamento.

Ha poi denunciato la progressiva perdita di identità di Cefalù, trasformata sempre più in “città dei vacanzieri”, dove i giovani non trovano più case accessibili e molti residenti sono costretti ad andar via. Ha chiesto un’azione chiara da parte delle istituzioni contro il degrado civico e a tutela del decoro urbano, con particolare riferimento all’invasione turistica, agli affitti brevi e all’uso indiscriminato degli spazi pubblici.

Marciante ha inoltre rivolto l’attenzione ai giovani, agli anziani, ai fragili, lodando l’impegno delle scuole e delle strutture di accoglienza, ma esortando a rafforzare oratori, percorsi educativi e occasioni lavorative per contrastare l’abbandono sociale.

Infine, nel giorno della memoria del bombardamento su Hiroshima, ha ricordato le vittime delle guerre attuali, come in Ucraina e a Gaza, e ha invitato la comunità a diventare testimone della luce della Trasfigurazione, contro ogni forma di rassegnazione e morte.

Giuseppe Cuva