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L’Antigone di Carsen conquista Siracusa: il mito diventa racconto del presente

Una tragedia che abbandona ogni distanza col passato e trasforma Sofocle in un racconto potentemente contemporaneo tra guerre, violenza del potere e ribellione della coscienza

26 Mag 2026 17:04

È uno spettacolo che parla direttamente al presente “Antigone”, diretta da Robert Carsen al Teatro Greco di Siracusa, dove le repliche registrano già quasi tutte il sold out. Con la tragedia di Sofocle il regista canadese conclude la sua trilogia dedicata a Edipo, iniziata nel 2022 con “Edipo Re” e proseguita con “Edipo a Colono”.

Ma ciò che colpisce davvero è l’impressionante attualità della messinscena. La Tebe raccontata da Carsen assomiglia al mondo di oggi: un luogo devastato dalla guerra, dominato dalla paura, dalla militarizzazione e dalla violenza del potere. In scena ci sono soldati armati, spari, mitragliatrici e decine di corpi senza vita portati sul palco in un silenzio scandito dai tamburi.

La grande scala ferita dai proiettili della guerra civile domina la scena e diventa il simbolo di una società spezzata. È qui che si consuma lo scontro eterno tra Creonte e Antigone: da una parte la legge dello Stato, dall’altra la coscienza individuale.

Paolo Mazzarelli interpreta un Creonte rigido e autoritario, mentre Camilla Semino Favro dà volto a un’Antigone intensa e ribelle, pronta a morire pur di difendere ciò che ritiene giusto. E proprio in questa figura sta tutta la forza del testo di Sofocle: Antigone non appartiene al passato, ma continua a vivere in tutte le donne e in tutti gli uomini che si oppongono alla violenza del potere e scelgono di non piegarsi.

Carsen trasforma così il mito classico in uno specchio del presente, raccontando un mondo che sembra aver smarrito il senso del limite. Ed è questa capacità di parlare all’oggi che rende “Antigone”, ancora dopo secoli, una tragedia universale, contemporanea e necessaria.