La Sicilia frena sulla differenziata,ma Castel di Lucio guida l’Isola: 95% di raccolta e primato Rifiuti Free
Restano le eccellenze, ma servono nuove politiche e più partecipazione.
Redazione Telemistretta 7 Feb 2026 11:44
Dopo anni di progressi costanti, la Sicilia della raccolta differenziata sembra aver perso slancio. È quanto emerge dal Dossier Comuni Ricicloni Sicilia 2025di Legambiente, presentato ai Cantieri Culturali alla Zisa, nello Spazio Mediterraneo di Palermo, nell’ambito della settima edizione della campagna Sicilia Munnizza Free.
Tra il 2018 e il 2023 l’Isola aveva registrato un deciso salto di qualità, passando dal 29,52% al 55,20% di raccolta differenziata, grazie all’impegno congiunto di amministrazioni locali e cittadini. Nel 2024, però, la crescita si arresta: l’incremento è di appena lo 0,67%, un segnale che preoccupa e che impone una riflessione sulle politiche di gestione dei rifiuti.Resta invariato anche il numero dei Comuni che hanno raggiunto l’obiettivo europeo del 65%: 303 sia nel 2023 che nel 2024. Tra questi, 135 superano la soglia del 75% e ottengono il riconoscimento di “Comuni Ricicloni”, pari al 35% del totale regionale, coinvolgendo circa 897 mila abitanti.Segnali di rallentamento si registrano anche tra i Comuni Rifiuti Free, quelli che producono meno di 75 chilogrammi annui di rifiuti indifferenziati per abitante.
Dopo una crescita costante – da 33 nel 2020 a 98 nel 2023 – nel 2024 si conta un solo nuovo ingresso, per un totale di 99 Comuni.Tra le eccellenze spicca Castel di Lucio, in provincia di Messina, che conquista il primato siciliano di Comune Rifiuti Freeassoluto, con appena 14,6 chilogrammi di rifiuti indifferenziati pro capite e una raccolta differenziata che raggiunge il 95%.
Un risultato accolto con grande soddisfazione dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giordano, che ha sottolineato come il riconoscimento sia il frutto di un autentico lavoro di squadra, costruito nel tempo grazie all’impegno dei cittadini, alla professionalità degli operatori del servizio di raccolta e al contributo dei dipendenti comunali. Alla base del percorso, ha ribadito l’amministrazione, ci sono due valori chiave: rispetto ed educazione ambientale, intesi come responsabilità collettiva verso il territorio. Un esempio che dimostra come anche un piccolo Comune possa diventare modello virtuoso per l’intera Sicilia
.Il dossier racconta inoltre le Storie di Economia Circolare, segno di un fermento diffuso che coinvolge imprese, scuole, associazioni e cittadini nella trasformazione dei rifiuti in risorse.Nonostante la frenata registrata nel 2024, la Sicilia ha ormai imboccato la strada dell’economia circolare. La sfida, oggi, è consolidare i risultati raggiunti e rilanciare la crescita attraverso politiche più efficaci e una partecipazione civica ancora più ampia.