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La sapienza del Cantico delle Creature: a Trapani una riflessione su S. Francesco tra  fraternità e ambiente

Rileggere oggi il Cantico di frate sole non come esercizio letterario, ma come proposta concreta per ripensare il vivere comune

6 Giu 2026 11:37

Rileggere San Francesco oggi non è un esercizio poetico, ma un gesto profetico e anche politico, nel senso più alto del termine». Da questa riflessione di fra Antonino Clemenza ha preso avvio l’incontro La Sapienza del Cantico delle Creature. Leggere Francesco d’Assisi nel tempo della crisi”, ospitato nell’aula magna del Conservatorio “Antonio Scontrino” di Trapani.

L’iniziativa, organizzata dal Centro Italiano Femminile di Trapani, dal Conservatorio e dalla Diocesi, ha posto al centro il Cantico di frate sole, considerato il primo grande testo della letteratura italiana. Un’opera che, a ottocento anni dalla morte del Santo di Assisi, continua a parlare al presente.

«Abbiamo scelto di riflettere sul Cantico perché rappresenta un’eco ancora attuale e richiama i valori della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi», ha spiegato la presidente del Cif, Mariella Maltese, ricordando il cammino verso il 2026, anno dell’ottavo centenario francescano.

Dopo i saluti delle autorità civili e religiose, tra cui la direttrice del Conservatorio Elisa Cordova e il vicario generale della Diocesi don Alberto Genovese, la serata, moderata da Lilli Genco, ha assunto i toni della meditazione grazie alla lettura del Cantico affidata all’attrice Maria Pia Pantaleo e agli intermezzi musicali al pianoforte.

Nel suo intervento, fra Clemenza ha richiamato il significato della parola siciliana accùra: prestare attenzione, ma anche avere cura e custodire. Un concetto che richiama la responsabilità verso il creato e verso gli altri. L’incontro si è concluso con un invito a tradurre questi valori in scelte quotidiane concrete e con un momento musicale affidato a don Fabiano Castiglione.