La diocesi di Patti celebra la Giornata del Malato tra fede e solidarietà
A Gliaca di Piraino la diocesi di Patti ha vissuto la XXXIV Giornata Mondiale del Malato come un momento intenso di preghiera, condivisione e impegno concreto verso i più fragili
Giuseppe Cuva 12 Feb 2026 12:36
Ieri, 11 febbraio, anche la diocesi di Patti ha celebrato la XXXIV Giornata Mondiale del Malato, promossa dall’Ufficio per la Pastorale della Salute diretto dalla dottoressa Sara Caliò. Il tema scelto per quest’anno, “La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell’altro”, ha guidato l’intera giornata, richiamando con forza il valore della prossimità e della cura verso chi soffre.
L’appuntamento si è svolto a Gliaca di Piraino. Alle ore 17 l’accoglienza dei partecipanti, seguita dalla processione con la fiaccolata, segno visibile di una comunità che cammina insieme e che vuole farsi luce accanto a chi attraversa il buio della malattia. Un momento particolarmente suggestivo, che ha unito fedeli, operatori sanitari e volontari in un’unica testimonianza di solidarietà.
Alle 18.30, nella chiesa “Maria Santissima di Lourdes”, il vescovo Guglielmo Giombanco ha presieduto la celebrazione eucaristica. Attorno all’altare si sono ritrovati gli ammalati, gli ospiti delle case di cura e delle Rsa, le associazioni degli operatori sanitari, i gruppi di volontariato, l’Unitalsi, i ministri straordinari della Comunione e tutti coloro che quotidianamente si prendono cura di chi vive la fragilità della malattia. Una presenza ampia e partecipata, segno di una Chiesa che non dimentica e che sceglie di stare accanto.
Al termine della Messa, alle 20, il momento di fraternità nel salone parrocchiale ha offerto l’occasione per condividere parole, sorrisi e speranze, rafforzando i legami tra le realtà del territorio.
«Il tema di quest’anno – è stato sottolineato – richiama con forza una dimensione essenziale della cura: la capacità di fermarsi davanti alla fragilità dell’altro, di farsi prossimi, di assumere responsabilmente il peso della sofferenza condivisa». Un messaggio che invita l’intera comunità diocesana a trasformare la compassione in gesti concreti, perché nessuno si senta solo nel tempo della prova.