“Il mare dentro”, il Sud come scelta: il viaggio lento di Cosimo Imperiale
Nel libro di Cosimo Imperiale il viaggio diventa attesa, ascolto e consapevolezza, fino alla scelta finale di restare: non per abitudine, ma per identità
Redazione Telemistretta 30 Dic 2025 15:18
C’è un viaggio che attraversa il Sud e i porti d’Italia, ma non ha fretta di arrivare. Un viaggio in cui il movimento conta meno del tempo che scorre, dell’attesa, dei gesti quotidiani che si ripetono fino a diventare identità. Nel romanzo di Cosimo Imperiale, il Sud non è uno sfondo da spiegare né da rimpiangere: è una presenza viva, concreta, raccontata con misura e verità. Tra Taranto e Fragagnano prende forma un’infanzia fatta di odori, di lentezza, di attenzione alle cose minime. E il mare, lontano da ogni retorica, non promette fughe è un maestro severo, un luogo di ascolto e di formazione. È nel rapporto con il mare che il protagonista impara a guardarsi dentro, a comprendere che ciò che conta davvero non sempre si muove, non sempre fa rumore. Quando il viaggio sembra non finire, il racconto cambia passo e approda a Santo Stefano di Camastra. Non una meta ideale, ma un luogo che riconosce. Una casa che non chiede spiegazioni. È qui che la ricerca si interrompe e nasce una scelta: restare. Non per abitudine, ma per appartenenza.
In un tempo che celebra la velocità, il mare dentro propone una contro-narrazione necessaria: restare come scelta consapevole. Non la fine del viaggio, ma il luogo in cui il viaggio smette di spingere e comincia a custodire. Un romanzo sincero e intenso, che ci ricorda che arrivare, a volte, significa semplicemente restare.
Lucio Volo