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Diocesi di Trapani, cinque città diventano “Civitas Mariae”

Una scelta legata alla presenza nelle città di immagini della Madonna di Trapani incoronate dal Capitolo Vaticano e alla diffusione del culto anche oltre la Sicilia

17 Ago 2026 16:08

Da Custonaci a cinque nuove città: il titolo di “Civitas Mariae” si allarga e diventa il segno di una devozione che attraversa territori, generazioni e persino il Mediterraneo.

Il decreto è stato annunciato dal vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli, durante la solenne celebrazione dedicata alla Madonna di Trapani, patrona della Diocesi. A poter fregiarsi del titolo sono ora Alcamo, Calatafimi Segesta, Castellammare del Golfo, Erice e Trapani. La scelta è legata alla presenza, nelle rispettive comunità, di immagini mariane incoronate dal Capitolo Vaticano e arriva anche dopo un’iniziativa popolare partita proprio da Castellammare del Golfo.

Non si tratta, però, soltanto di un riconoscimento religioso. Nelle parole di Fragnelli, Maria diventa una figura capace di mettere in relazione comunità diverse. “Ella è concittadina di tutti”, ha sottolineato il vescovo, ricordando quanto il culto della Madonna di Trapani abbia superato da tempo i confini dell’isola.

Una devozione che ha radici profonde anche sull’altra sponda del Mediterraneo. A La Goulette, a Tunisi, la comunità siciliana aveva portato il culto della Madonna di Trapani oltre un secolo fa. La processione, interrotta nel 1962, è stata ripresa negli ultimi anni e nel luglio scorso è tornata nella sua forma tradizionale, con la partecipazione dello stesso Fragnelli.

E non c’è solo Tunisi: celebrazioni dedicate alla Madonna di Trapani si svolgono anche a Casablanca, dove la devozione è arrivata insieme alle comunità italiane.

Così il nuovo titolo di “Civitas Mariae” non è soltanto un riconoscimento al passato, ma racconta una fede ancora capace di creare legami: tra città vicine, tra popoli e tra le due sponde del Mediterraneo.