Da Palermo a Bruxelles, la rete “Zero Molestie” diventa sfida europea di civiltà
Un progetto nato in Sicilia si espande fino alle istituzioni europee: lo “Scontrino Antiviolenza 1522” cresce e trasforma la prevenzione in un impegno collettivo tra diritto, cultura e responsabilità sociale
Giuseppe Cuva 9 Mag 2026 14:50
Da Palermo a Bruxelles prende forma una rete permanente contro la violenza di genere che supera i confini regionali per affermarsi come sfida europea di civiltà. È il messaggio emerso dal convegno istituzionale “Zero Molestie: responsabilità, prevenzione e strumenti giuridici di protezione”, ospitato nell’Aula Magna della Corte d’Appello di Palermo, che ha riunito magistratura, istituzioni e società civile. Al centro, la crescita del progetto “Scontrino Antiviolenza 1522”, promosso dalla Rete Zero Molestie SI.NA.L.P. e da Concordia et Ius: un’iniziativa semplice ma capillare che diffonde il numero di emergenza attraverso gli scontrini fiscali. Il progetto è già attivo in 111 comuni siciliani e continua ad espandersi, con l’adesione recente di Alcamo e la copertura completa nelle province di Ragusa, Siracusa e Agrigento. Il modello si sta estendendo anche in Lombardia, Piemonte, Lazio e Puglia e, grazie alla collaborazione con l’europarlamentare Letizia Moratti, ha raggiunto Bruxelles, segnando un passaggio decisivo verso una dimensione internazionale.
Forte il richiamo al cambiamento culturale. Il sostituto procuratore generale Annamaria Picozzi ha sottolineato l’importanza del linguaggio come strumento di riconoscimento e inclusione, introducendo il concetto di “costo dell’esclusione”: non valorizzare le donne significa una perdita economica e sociale per l’intero sistema. Centrale anche il tema della parità nei congedi parentali, per evitare discriminazioni legate alla maternità.
Il presidente della Corte d’Appello di Palermo, Antonio Balsamo, ha paragonato la lotta alle molestie alla storica battaglia contro la mafia, evidenziando la necessità di una presa di coscienza collettiva che metta al centro la dignità delle vittime. Dati preoccupanti sono stati illustrati dal presidente dell’Associazione nazionale magistrati Giuseppe Tango: molestie verbali, mobbing e abuso di potere restano le forme più diffuse, spesso legate a squilibri gerarchici. Andrea Monteleone (SINALP) ha invitato a superare la narrazione di “battaglia delle donne” per parlare di “battaglia di civiltà”, ricordando anche il risultato ottenuto con la Finanziaria 2024 che consente alle vittime di violenza di accedere a un ISEE autonomo, rafforzando l’indipendenza economica.
A chiudere, il messaggio condiviso dalle istituzioni locali e dagli organizzatori: la prevenzione non si delega, ma si costruisce insieme. Palermo, oggi, si propone come modello e punto di partenza di una rete europea che mette al centro dignità, diritti e responsabilità collettiva.