Cristina Ciminnisi 46

Ciminnisi, bene confiscato alla mafia usato come deposito di mastelli per rifiuti all’ombra dei Templi di Selinunte

La deputata del M5S chiede audizione urgente in commissione congiunta Ambiente e Antimafia

30 Giu 2026 11:49

Approda all’ARS la vicenda dell’immobile confiscato a Giuseppe Grigoli, prestanome e cassiere del boss Matteo Messina Denaro, trasformato con ordinanza del sindaco di Castelvetrano, Giovanni Lentini, in deposito di mastelli e rifiuti commerciali, nel cuore del borgo di Marinella di Selinunte, a pochi passi dal Parco Archeologico dei Templi. Una scelta che la deputata regionale M5S Cristina Ciminnisi, componente della IV Commissione Ambiente all’ARS, ritiene inaccettabile e giuridicamente illegittima, e su cui chiede chiarimenti immediati con una richiesta di audizione congiunta innanzi le commissioni parlamentari Ambiente e Antimafia.

«L’art. 48 del Codice Antimafia – ricorda Ciminnisi – è inequivocabile: i beni confiscati trasferiti agli enti locali devono essere destinati a finalità istituzionali, sociali o economiche con reimpiego per scopi sociali. Non certo a fungere da magazzino per la spazzaturaIl Comune, inoltre, ha ignorato un’istanza di revoca in autotutela articolata in undici motivi di illegittimità, costringendo i cittadini a ricorrere al TAR».

«Usare un bene sottratto alla mafia come deposito di rifiuti non è soltanto un errore amministrativo: è uno schiaffo alla memoria delle vittime di Cosa Nostra e a ogni principio di legalità. In un territorio come quello trapanese, dove il riscatto dalla criminalità organizzata si costruisce giorno per giorno, questo precedente è intollerabile», dichiara la deputata.

«L’immobile di Via Marco Polo 17 – aggiunge Salvatore DI Benedetto, coordinatore del Gruppo Territoriale di Castelvetrano – versa peraltro in stato di grave precarietà strutturale, cantiere incompiuto da oltre dieci anni, già interessato da crolli che hanno richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco, e si trova in una strada che nella stagione estiva è percorsa ogni sera da migliaia di turisti e residenti. Il rischio igienico-sanitario si somma così allo scempio paesaggistico in uno dei contesti archeologici più pregiati del Mediterraneo».

«Ho chiesto la convocazione congiunta urgente delle Commissioni competenti perché i cittadini di Marinella di Selinunte meritano risposte. Non possiamo rimanere a guardare mentre si consuma uno stravolgimento così grave della legge antimafia» conclude Ciminnisi.