Capizzi piange Giuseppe: le parole del vescovo e l’abbraccio dei suoi amici
Commosso e spontaneo anche il pensiero dei compagni dell’Istituto Alberghiero, dove Giuseppe studiava
Maria Carmela Drago 6 Nov 2025 20:33
È un silenzio ferito, pesante, quello di una comunità che non riesce a darsi pace per la morte di Giuseppe Di Dio, il ragazzo di sedici anni ucciso sabato sera davanti a un bar di via Roma.
Giuseppe frequentava l’Istituto “Don Bosco-Majorana” di Troina, indirizzo alberghiero.
“Aveva sempre il sorriso, era uno di quei ragazzi che fanno bene al cuore di chi li incontra”, raccontano i compagni di scuola alla fine della celebrazione a fatica. Oggi, nel Santuario di San Giacomo a Capizzi, l’ultimo saluto.
“Giuseppe è stato privato della vita con un gesto di cieca e folle violenza. Nessuno di noi ha il potere di cambiare quanto è accaduto, ma possiamo chiedere a Dio di accogliere questo giovane tra le sue braccia, di trasformare il dolore in speranza e la disperazione in fede – fa riflettere il vescovo di Patti, Guglielmo Giombanco durante l’omelia.
Un messaggio di dolore e di speranza rivolto a una comunità ferita, ma chiamata a ritrovare la forza di reagire. Il vescovo ha espresso profonda compassione per i genitori di Giuseppe, Antonio e Marisa, per il fratello Emanuele e per tutti i familiari “che piangono con il cuore spezzato e straziato dall’angoscia, dall’incredulità e dallo smarrimento”. Poi l’appello ai giovani: “Comprendo la vostra incredulità, nutrita dal dolore e dalla rabbia. Potranno nascere sentimenti di vuoto, di smarrimento, persino di vendetta. Ma la morte di Giuseppe non deve essere una sconfitta per la vita, ha ammonito, bensì un invito a riscoprire la bellezza della vita stessa, la sua sacralità, la sua fragilità. Abbiamo tutti bisogno di silenzio, di preghiera e di riflessione perché simili tragedie non accadano più. Tutti siamo chiamati a sostenere le fragilità che abitano la nostra società, i giovani, le famiglie, gli uomini e le donne smarriti dalla perdita dei valori che danno stabilità e senso alla vita.”
Tra le voci rotte dal dolore, è arrivato anche l’appello dello zio di Giuseppe, parole semplici, dette con la forza di chi chiede giustizia ma anche umanità.
“Forse non si è fatto quanto si poteva, o forse lo si è fatto solo in parte. Non ho contezza di nulla, ma immagino che qualcuno possa sapere qualcosa in più. Questa è una grande perdita per tutti, per l’intera comunità.”
Commosso e spontaneo anche il pensiero dei compagni dell’Istituto Alberghiero, dove Giuseppe studiava: “Non ti dimenticheremo mai. Giuseppe doveva crescere, vedere il mare, innamorarsi… e invece oggi ci lascia un vuoto immenso. Manca tanto il tuo sorriso, ti vogliamo bene. Era sempre allegro, portava luce anche nelle giornate più pesanti. Non riusciamo ancora a credere che non ci sia più. Lo ricorderemo per il suo sorriso e la sua bontà. Ci mancherai tantissimo, ti vogliamo tanto bene”.
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Posted by Facebook on Friday, December 5, 2014