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Autotrasporto fermo in Sicilia: cinque giorni di protesta mettono a rischio i rifornimenti

Adesione altissima allo sciopero contro caro carburante e incertezze sugli incentivi: stop nei porti e timori per aumenti dei prezzi

14 Apr 2026 16:51

Cinque giorni di stop per l’autotrasporto siciliano aprono uno scenario di forte tensione nella distribuzione delle merci. Dalla mezzanotte è partita la protesta promossa dal Comitato trasportatori siciliani, destinata a proseguire fino al 18 aprile, con un’adesione che – secondo gli organizzatori – sfiora il 90% delle imprese del settore.

Lo sciopero non prevede blocchi stradali né presidi, ma punta a colpire un nodo cruciale della logistica: le operazioni nei porti commerciali. Il fermo del carico e scarico dei semirimorchi dalle navi rischia infatti di rallentare il trasporto intermodale e di avere ripercussioni dirette sui rifornimenti alla grande distribuzione.

Alla base della mobilitazione c’è soprattutto l’aumento dei costi, a partire dal caro carburante. Il prezzo del diesel, in costante crescita, pesa sempre di più sui bilanci delle aziende, già messi sotto pressione da rincari generalizzati e dalle tensioni internazionali. Una situazione che gli operatori definiscono ormai insostenibile.

Tra i punti più critici emerge anche il programma Sea Modal Shift, per il quale i trasportatori chiedono regole più chiare e tempi certi per l’erogazione degli incentivi. Perplessità riguardano inoltre la gestione dei fondi legati alla tassa europea ETS: la richiesta è che vengano destinati al Ministero delle Infrastrutture per sostenere concretamente il trasporto marittimo.

Le preoccupazioni guardano anche al futuro. L’introduzione dell’ETS2 prevista dal 2028 e la scadenza dell’attuale programmazione del Sea Modal Shift nel 2027, senza indicazioni su eventuali proroghe, alimentano un clima di forte incertezza nel settore.

A incidere ulteriormente sono i costi in aumento dei traghettamenti nello Stretto e delle tratte marittime, che secondo gli autotrasportatori non sono stati compensati da misure adeguate.

Nelle ore precedenti allo sciopero si è tentato un confronto tra la Regione e i rappresentanti della categoria. Tuttavia, l’ipotesi di una convocazione ufficiale era legata alla sospensione del fermo, condizione respinta dal Comitato che ha quindi confermato la protesta.

Nei prossimi giorni il timore è quello di effetti a catena sull’intero sistema: meno merci disponibili sugli scaffali e possibili aumenti dei prezzi al consumo in tutta l’Isola.