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Aperta la causa di beatificazione di don Antonio Musumeci, sacerdote ucciso in odio alla fede

Parroco di Sant’Alessio Siculo, ucciso il 14 agosto 1943 durante la ritirata nazista per aver difeso i più deboli

12 Gen 2026 13:28

Si è svolta nella chiesa parrocchiale di Sant’Alessio Siculo la celebrazione di apertura della causa di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio don Antonio Musumeci. Con la prima sessione dell’inchiesta diocesana, presieduta dall’arcivescovo Giovanni Accolla, è stato formalmente avviato l’iter previsto dalle norme ecclesiastiche per accertare la vita, il martirio e la fama di martirio del sacerdote.

La causa nasce da una richiesta avanzata dall’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci – sezione di Sant’Alessio, sostenuta da una raccolta di firme, e ha ottenuto il consenso degli organismi ecclesiali competenti, fino al nihil obstat del Dicastero delle Cause dei Santi. Durante la sessione sono stati nominati i membri del Tribunale e della Commissione dei periti storici, con il giuramento degli ufficiali incaricati.

Don Antonio Musumeci, parroco dal 1932, visse il suo ministero in totale dedizione alla comunità, condividendone le difficoltà e scegliendo di rimanere accanto ai più fragili anche nei mesi drammatici della Seconda guerra mondiale. Mentre gran parte della popolazione cercava rifugio altrove, egli restò al suo posto per assistere anziani, malati e indigenti.

Il 14 agosto 1943, durante la ritirata delle truppe naziste, intervenne in difesa di alcune donne aggredite. Per questo venne colpito da una granata e poi ucciso con due colpi di pistola alla testa. La documentazione raccolta evidenzia come la sua morte sia avvenuta in odio alla fede, conseguenza diretta di una scelta evangelica vissuta senza compromessi.

L’apertura della causa intende ora far emergere, anche sul piano ecclesiale, una testimonianza di carità, coraggio e fedeltà a Cristo che continua a parlare alla coscienza della comunità e della Chiesa intera.