Al via la Missione evangelizzatrice della diocesi di Patti
Il Vescovo Guglielmo ha aperto ufficialmente la Missione che culminerà il 23 maggio con la Veglia di Pentecoste a Sant’Agata Militello
Redazione Telemistretta 15 Mag 2026 09:18
Nella Basilica Cattedrale “San Bartolomeo” di Patti il Vescovo mons. Guglielmo Giombanco ha aperto ufficialmente la Missione evangelizzatrice che coinvolgerà la diocesi fino al 22 maggio e culminerà nella Veglia di Pentecoste, in programma il 23 maggio alle 19.30 nell’area dell’ex Museo dei Nebrodi, a Sant’Agata Militello.
Nel corso della celebrazione il Pastore della Chiesa pattese ha consegnato la croce agli evangelizzatori delle comunità parrocchiali di Patti, segnando simbolicamente l’avvio del cammino missionario.
Nell’omelia il Vescovo ha sottolineato come “l’inizio della missione sia, prima di tutto, un atto di fede e un dono della grazia di Dio”, sviluppando la sua riflessione attorno ad alcuni passaggi del Vangelo di Giovanni proclamato nella festa di San Mattia apostolo.
Il primo invito è stato quello a “rimanere nel suo amore”: «Abbiamo bisogno di rimanere in Dio, di porre in Lui le nostre fondamenta, perché solo Lui non passa e rimane fedele; in Lui la comunità ritrova la certezza della speranza».
Richiamando poi le parole evangeliche “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”, il Vescovo ha evidenziato che «la missione è un atto di amore verso Cristo e verso i fratelli». Ha quindi ricordato che l’amore cristiano si rende concreto quando sa farsi vicino alla vita reale delle persone: «Nei giorni della missione siamo chiamati a metterci in cammino sulle strade dell’amore, donando parte del nostro tempo ai fratelli e alle sorelle che incontriamo nelle comunità, testimoniando con la nostra presenza la gioia del Vangelo».
Monsignor Guglielmo ha anche ribadito che la missione nasce anzitutto da un’esperienza interiore: «Prima di raggiungere il cuore degli altri, il Vangelo deve entrare nei nostri cuori. La missione nasce dallo stupore: non è un’impresa umana né una nostra invenzione. La nostra forza non sta nelle strutture o nelle capacità organizzative, ma nel Vangelo stesso».
Un ulteriore passaggio dell’omelia è stato dedicato alla corresponsabilità di tutti i fedeli: «La missione è di tutti, non è riservata agli specialisti della pastorale; ciascuno è chiamato a offrire la propria testimonianza, affinché il buon profumo di Cristo raggiunga ogni ambiente».
Infine, soffermandosi sulle parole “Vi ho scelti perché andiate e portiate frutto”, il Vescovo ha ricordato che la chiamata nasce sempre dall’iniziativa del Signore: «È Lui che sceglie ciascuno di noi come dono inatteso e immeritato. Custoditi nel suo amore possiamo imparare a custodirci reciprocamente, facendo fruttificare il suo amore. Non conta essere tanti o pochi, ma crescere nella consapevolezza di essere segno dell’incontro con la grazia di Dio».
Anche nelle varie parrocchie della Diocesi come a Mistretta, Caronia, Reitano, Santo Stefano di Camastra, Sinagra, Capo d’Orlando e tante altre si è dato inizio alla Missione Evangelizzatrice con la santa messa e momenti di preghiera con la liturgia della luce