Al Museo Diocesano di Caltagirone le “Epifanie” di Giuseppe Sirni
Tra cultura pop, memoria sacra e simboli mediterranei, Giuseppe Sirni trasforma il ritratto in uno spazio di riflessione
Redazione Telemistretta 8 Lug 2026 16:46
Il 31 luglio 2026 alle ore 19:00 si inaugura nella Quadreria del Museo Diocesano di Caltagirone la mostra personale di Giuseppe Sirni Epifanie. POPICONostasi e figure del mito a cura di Fabio Raimondi.
L’esposizione raccoglie ventuno dipinti che attraversano alcuni dei nuclei più significativi della ricerca dell’artista: il volto come apparizione, l’icona come soglia simbolica, il mito come linguaggio ancora vivo per interrogare il presente.
La mostra si articola in due sezioni, tra loro profondamente connesse: POP-ICONostasi e Figure del mito.
Due territori solo in apparenza distanti, che nell’opera di Sirni trovano un punto comune nella forza dell’immagine, nella capacità del volto e della figura di diventare racconto, memoria, domanda.
Nella sezione POP-ICONostasi, l’artista rilegge alcune figure della cultura contemporanea trasformandole in presenze iconiche. Musicisti, attori, fotografi, giornalisti e volti entrati nell’immaginario collettivo vengono sottratti alla semplice dimensione del ritratto per assumere una qualità quasi sacrale.
Le aureole, ispirate alla tradizione delle icone bizantine, non intendonocanonizzare né celebrare in modo ingenuo, ma aprire una riflessione sul nostro bisogno di riconoscere, anche nel mondo contemporaneo, figure capaci di incarnare desideri, inquietudini,
passioni e nostalgie.
In queste opere il linguaggio della cultura pop incontra la memoria dell’arte sacra.
L’aureola diventa un segno ambiguo e potente: non soltanto ornamento, ma spazio di interrogazione. Attorno ai volti, Sirni innesta elementi che appartengono alla propria storia visiva e affettiva: le maioliche della Sicilia, la memoria decorativa mediterranea, i richiami alla pittura veneta, in particolare a quel drappo, a quel fondale sospeso e teatrale che nella tradizione rinascimentale separa e insieme collega la figura al mondo.