A Sant’Agata, Riarmo e Povertà. Bartolo “Europa meno spese militari, più attenzione all’umanità”
Nel suo contributo dal titolo “Le conseguenze dei conflitti-Migrazioni e accoglienza”, Bartolo ha offerto una testimonianza diretta e toccante
Maria Carmela Drago 21 Ott 2025 15:48
Una serata intensa, densa di riflessioni e di emozioni, quella che si è svolta al Palauxilium di Sant’Agata Militello nell’ambito dell’incontro dal titolo “Riarmo e povertà”, promosso dal gruppo Cattolici & Politica, una realtà nata tra Acquedolci e Sant’Agata che si ispira al Vangelo e ai principi della Dottrina sociale della Chiesa.
Un laboratorio di idee e confronto che riunisce laici, credenti e cittadini desiderosi di leggere la realtà e di proporre visioni nuove per una società più giusta e solidale.
A moderare la serata è stata la giornalista Maria Carmela Drago, volto di TeleMistretta, che insieme a padre Pippo Mammana, sacerdote della diocesi di Patti, conduce le rubriche “La politica di Gesù” e “La Bibbia oggi”.
Pietro Bartolo, ritornare umani
Momento centrale della serata l’intervento di Pietro Bartolo, il “medico di Lampedusa”, europarlamentare e da sempre testimone delle migrazioni e dei drammi umani del Mediterraneo.
Nel suo contributo dal titolo “Le conseguenze dei conflitti-Migrazioni e accoglienza”, Bartolo ha offerto una testimonianza diretta e toccante. Bartolo ha richiamato il valore dell’accoglienza come atto di giustizia e di umanità, invitando a “non chiudere il cuore” di fronte alla sofferenza di chi cerca pace e vita.Il suo racconto ha suscitato commozione e applausi sinceri da parte del pubblico che ha gremito la sala.
Riarmo e lavoro: la riflessione giuridica ed economica
Ad aprire il confronto l’avvocato Cristian Armao, promotore del Manifesto per un diritto del lavoro della pace, che ha illustrato come la tutela dell’obiezione di coscienza nei luoghi di lavoro possa diventare una forma concreta di resistenza all’economia di guerra.
A seguire, Gianni Alioti, ricercatore e attivista di The Weapon Watch, ha analizzato il legame tra le politiche di riarmo, la riduzione del welfare e la precarizzazione del lavoro, evidenziando come “ogni euro destinato alle armi è un euro sottratto alla sanità, alla scuola, alla ricerca e all’ambiente”.
Un messaggio di pace per l’umanità dalla Sicilia
La serata si è conclusa con un momento di dialogo aperto e un appello a riflettere anche sul ruolo della Sicilia, che può diventare crocevia di pace, cooperazione e accoglienza.
In vista della 59ª Giornata Mondiale della Pace, è stato ricordato l’appuntamento della Marcia per la Pace, promossa dalla CEI, che si terrà il 31 dicembre a Catania.
Un messaggio che risuona come invito all’impegno personale e collettivo, rendere questo mondo un po’ più bello, più giusto e più vivibile.