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Capizzi, il grido dei giovani dopo l’omicidio di Giuseppe Di Dio: “Ci sentiamo soli e impauriti”

Sui social emerge la richiesta di ascolto e di maggiore presenza da parte delle istituzioni

5 Nov 2025 12:30

La comunità di Capizzi è profondamente scossa dopo l’efferato omicidio del sedicenne Giuseppe Di Dio. A soffrire più di tutti sono i giovani del centro nebroideo, travolti da sentimenti di tristezza, rabbia e incredulità. In molti si sentono soli, abbandonati e impauriti.

Sui social i ragazzi stanno esprimendo tutto il loro disagio, denunciando anche una certa disinformazione che, a loro dire, ha diffuso un’immagine distorta di quanto accaduto. In diversi messaggi, sottolineano come da tempo in paese si respirasse un clima di tensione e di nervosismo, un malessere ignorato fino al tragico epilogo che ha spezzato la vita del giovane Giuseppe.

Il sentimento comune è che tutto ciò si sarebbe potuto evitare. Molti chiedono maggiore attenzione e presenza da parte delle istituzioni, convinti che un intervento tempestivo avrebbe potuto scongiurare la tragedia.

Oggi Capizzi appare come una comunità ferita, dove dolore, rabbia e paura si intrecciano. Ma tra le parole dei giovani emerge anche un messaggio chiaro: la necessità di essere ascoltati, prima che il silenzio e il rancore prendano definitivamente il posto del dialogo.